Oggùn è un Orisha temuto per il suo carattere poco socievole e per la potenza delle sue armi. Egli è solo l´archetipo delle manifestazioni violente insite nella natura umana.Il suo nome significa guerra, distruzione, ma anche medicina, spirito buono e cattivo. Nasce dalle viscere della terra e la sua missione è quella di guerreggiare sempre per tutti gli uomini, nella religione e nella vita, poichè commise la grave mancanza di abusare di sua madre Yemma quando Yemayà gli ha insegnato l´arte amatoria. Obatalà (suo padre) non fece in tempo a maledirlo, perchè fu Oggun a condannarsi da solo, scagliandosi un anatema che gli avrebbe impedito di dormire, durante il giorno e la notte, fin che il mondo sarebbe stato mondo. Si ubriaca con l´aguardiente, per dimenticare. Secondo un´antica Patakì ( leggenda ), sedotto e poi abbandonato dall´avvenente Oshùn, la quale usò le sue grazie al solo scopo di riportarlo verso gli uomini, dai quali si era distaccato per disgusto. E´ incaricato di procurare il nutrimento a tutti gli Orisha. Ha molti contatti con gli Eggun, gli spiriti, e gli piacciono le stregonerie. Fratello di Changò, violento e astuto, è il dio dei minerali, delle montagne, e del ferro in generale. Ufficialmente sposato con Oya, ha perso la moglie che è diventata fedele amante di Changò con cui è in lite perenne.. Sulla terra vive con Ochosi, a fianco della porta di casa perchè nulla di male vi possa entrare. Ha numerosi caminos: dal guerriero forte e barbaro, sino al contadino sedentario. Più vicino alla natura umana che non a quella divina, questo Orisha partecipa a tutte le inquietudini e i difetti terreni, ed è simbolo del quotidiano.Domina le chiavi, le catene, il carcere e il metallo in generale, dal machete sino ai cannoni. Nella spalla tiene una borsa tigrata adornata con molte conchiglie. Si veste di verde e attorno alla vita ha un gonnellino in fibre di palma che proteggono dai mali della vita. La sua collana è a palline verdi e nere alternate. Il suo ballo è molto bellicoso, con un machete in mano, ma rappresenta anche il lavoro, di tipo agricolo o con incudine e martello. Protegge dalla febbre, dagli interventi chirurgici e, in generale, da tutti i danni derivati da metalli ferrosi e da incidenti con perdita di sangue. E´ il protettore di fabbri, meccanici, ingegneri, fisico-chimici e dei militari. I suoi giorni sono il martedì, il mercoledì e il quattro di ogni mese. Viene sincretizzato con San Pietro.